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Carbonara, il piatto che mette d’accordo tutti

di Francesco Vergovich
Dalle origini alle reinterpretazioni, perché la carbonara, regina della pasta, continua a far battere i cuori
Carbonara di Arcangelo Dandini
Carbonara di Arcangelo Dandini

C’è qualcosa nella Carbonara che va oltre la ricetta. Non è solo un piatto di pasta. È un rituale. È una discussione infinita, una di quelle che scaldano gli animi ma poi finiscono a tarallucci e vino. È un simbolo – forse il simbolo – della cucina italiana che si è fatto strada fuori casa, conquistando piatti, cuori e hashtag in tutto il mondo.

In fondo, ogni Carbonara racconta qualcosa di chi la cucina. C’è chi non transige: guanciale, pecorino, uova e pepe, punto. E poi ci sono quelli che osano, mescolano, improvvisano: magari con la pancetta, magari con un formaggio diverso, magari addirittura in versione vegetariana. Ma dietro ogni variazione, c’è un sentimento comune: la voglia di replicare un sapore che conforta, una carezza salata e cremosa che sa di casa.

Un piatto romano che parla globale

L’Italia nel 2024 ha venduto oltre 4 milioni di tonnellate di pasta. È il primo produttore al mondo. E se il 60% di quella pasta ha preso il volo verso altri Paesi, il 21,5% è atterrato negli Stati Uniti, dove spaghetti e co. sono ben più di un piatto: sono un’esperienza culturale.

Tra tutte le ricette, la Carbonara è senza dubbio una delle più amate, ma anche una delle più maltrattate fuori dai confini italiani. Secondo il New York Times, esistono più di 400 versioni diverse nel mondo. Alcune creative, altre decisamente improbabili. Eppure, questa “inflazione di carbonare” è anche il segno di quanto il piatto sia entrato nell’immaginario collettivo. Ognuno vuole dire la sua. E in fondo, ogni tentativo – anche quello col pollo e la panna – nasce da un gesto d’amore.

Il 6 aprile è #CarbonaraDay: tutti a tavola (anche virtualmente)

Per il nono anno di fila, Unione Italiana Food celebra il #CarbonaraDay: una festa digitale che in passato ha coinvolto oltre 1,7 miliardi di persone. Quest’anno l’attenzione è tutta sul “Formato Carbonara”: qual è il tipo di pasta perfetto per questo piatto?

Per scoprirlo, il 6 aprile chef, blogger, appassionati e semplici buongustai condivideranno la propria versione con l’hashtag #FormatoCarbonara. Perché sì, anche il formato è una dichiarazione d’intenti. Sei uno da spaghetto, da rigatone o da mezze maniche?

Secondo un sondaggio di AstraRicerche, sei italiani su dieci preferiscono i formati lunghi. In particolare, il 59,9% vota spaghetti, seguiti dai rigatoni (24,6%) e dalle mezze maniche (19,5%). Ma la scelta non è solo questione di gusto: per il 72,3%, il formato giusto è quello che “raccoglie bene il condimento”. Deve anche essere facile da mantecare (26,9%) e da mangiare (21,6%). Insomma, la Carbonara si mangia con il cuore, ma anche con un po’ di logica.

Gli chef dell’edizione 2025: tre voci, tre visioni

Quest’anno, tre “carbonara master” mettono la loro firma sull’evento. C’è Barbara Agosti del ristorante Eggs, che a Milano è diventata la paladina delle versioni più estrose. C’è Sarah Cicolini di SantoPalato, chef romana che gioca in casa e giura fedeltà al rigatone. E c’è Luciano Monosilio, che con lo spaghetto ha costruito un’identità culinaria riconosciuta in tutto il mondo.

Accanto a loro, alcuni dei food creator più seguiti d’Italia – come Maria Stella di @burrataepistacchi o Alexandro Basta – si cimenteranno nella loro Carbonara del cuore, in diretta social. Il bello è che ognuno può partecipare, basta postare la propria interpretazione con gli hashtag ufficiali. Una spaghettata virtuale, ma con veri profumi, sapori e tanta voglia di condividere.

Guanciale croccante e sorrisi veri

La Carbonara, a detta degli italiani, è un piatto che fa star bene. Il 61,1% la vuole solo con il guanciale, e per quasi il 90% deve essere almeno “un po’ croccante”. Ma oltre alla tecnica, c’è la sensazione. Per sei italiani su dieci è un piatto goloso. Per un quarto, mette allegria. C’è anche chi lo ama per i suoi sapori bilanciati, o perché è veloce da preparare, perfetto per quelle serate in cui si ha voglia di qualcosa di buono senza passare ore ai fornelli.

E forse è proprio qui che sta la magia. Nella semplicità. In quei pochi ingredienti – quattro, se escludiamo la pasta – capaci di creare qualcosa che sazia il palato e coccola l’anima.

La Carbonara non è solo tradizione. È un modo di intendere la cucina e, in fondo, anche la vita. Con rigore, sì, ma anche con un pizzico di leggerezza. Come quando si torna a casa la sera, si apre il frigo e si pensa: “Facciamoci una carbonara”. E lì, tra il profumo del guanciale e il suono dell’acqua che bolle, tutto comincia a sembrare un po’ più semplice.

 

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